Bigarella <a href="https://bigarella.wordpress.com/wp-content/uploads/2024/10/cf2.jpg" rel="nofollow noopener noreferrer" target="_blank"></a> <p>La notizia delle dimissioni di Mussolini e del conferimento della carica di primo ministro al gen. Badoglio arrivò ai fiorentini, come nel resto d’Italia, attraverso la radio. Ad essa seguirono, dopo alcuni attimi di incredulità, esplosioni di gioia da parte di coloro che avevano vissuto con fatica l’assenza di “democrazia”; sensazioni di inquietudine di coloro che erano cresciuti sotto il giogo fascista, i quali avevano solamente sentito parlare della “democrazia” ma non ne avevano esperienza; e infine, l’angoscia e la paura di ritrosioni di coloro che credevano nel Fascismo e in nome di esso avevano agito. <28 Vi furono dei cortei spontanei inneggianti al Sovrano, al capo del Governo e all’Esercito, qualche disordine prevedibile, ma nulla di grave: il peggiore dei feriti condotti all’ospedale tra il 26 e il 27 luglio ha una diagnosi di 50 giorni. <29 La volontà di preservare da ogni possibile azione di giustizia personale contro i fascisti, ma anche per evitare che le manifestazioni euforiche sfociassero in una richiesta popolare della fine della guerra o in rivolte contro la monarchia, il 26 luglio venne annunciato il passaggio dei poteri civili all’autorità militare, lo stato d’assedio e il coprifuoco per tutelare inanzitutto l’ordine pubblico, che doveva «essere mantenuto ad ogni costo nel modo più assoluto». <30<br>Le forze politiche antifasciste di ogni partito, che abbiamo già analizzato, rinvigorite dagli eventi del 25 luglio e dal ritorno degli emigrati, degli arrestati e dei confinati politici, convocarono i propri iscritti e presero a discutere dei rapporti da tenersi col governo Badoglio, con la monarchia e del futuro assetto per cui combattere, nonostante il divieto di tenere delle riunioni pubbliche e di stampare materiale politico. Solo i comunisti si limitarono alla consueta distribuzione de “L’Unità”. <31 Inoltre, i partiti antifascisti presenti a Firenze, ai quali si aggiungevano i liberali, si erano riuniti in un comitato interpartitico per incidere sulla situazione locale e cambiare il quadro politico complessivo. Lottarono inoltre per la formazione di una guardia nazionale formata da cittadini; idea profondamente osteggiata dalle autorità militari.<br>L’8 settembre l’annuncio dell’armistizio trovò impreparati e senza direttive tutte le istituzioni (Esercito, Questura, Prefettura) che avrebbero dovuto mantenere l’ordine pubblico e contrastare la successiva e repentina occupazione tedesca. <32 La V Armata alla quale era stata assegnata la Toscana composta da circa 500 000 uomini, subì lo sfaldamento come il resto delle Armate dell’esercito regio in tutta Italia. <33<br>Non appena appresa la notizia dell’armistizio, alcuni membri del comitato interpartitico (Enzo Enriques Agnoletti, Tristano Codignola, Gaetano Pieraccini, Mario Augusto Martini e Giulio Montelatici), si recarono dal gen. Chiappi Armellini, comandante del corpo d’armata di Firenze, per chiedere che la popolazione potesse collaborare con l’esercito, oltre ad altre azioni per rallentare l’avanzare delle truppe naziste. Tali proposte furono rifiutate. A nulla servirono i reparti inviati ai passi della Futa, dell’Abetone e delle Piastre: l’11 settembre 1943 i tedeschi arrivarono a Firenze e la occuparono. <34<br>I nazisti si insediarono nel palazzo che era stato del Corpo d’Armata in piazza S. Marco installando il proprio ufficio di sicurezza, Sicherheitsdients (SD) affidato a Von Alberti, e procedettero alla sostituzione delle autorità cittadine richiamando in servizio i vecchi alleati fascisti. Questi ultimi, saputo della liberazione di Mussolini dal carcere in Abruzzo il 12 settembre e la conseguente rinascita del PNF nel Partito Fascista Repubblicano, iniziarono a riorganizzarsi e riprendere il controllo della città. Oltre a richiamare nelle proprie file i precedenti aderenti, cercarono nuovi proseliti millantando una rinnovata veste di riconciliatori, rinnegando il carattere violento caratteristico del vecchio partito, invitando anche coloro che erano stati antifascisti ad unirsi. <35 Questo però solo in un primo momento. Successivamente prevarrà la linea dura e intrasigente dei “vecchi” squadristi che assunsero il controllo della federazione, come ad esempio Gino Meschiari. <36 Il 17 settembre del 1943 venne ricostituita la 92° legione MVSN, che si trasformò in unione con la polizia dell’Africa e coi Carabinieri, nella Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) nel successivo 19 novembre, sotto la guida di Renato Ricci. Per la necessità di rendere più efficace l’operato della GNR, fu istituita una “polizia militare” col compito di scoprire e eliminare ogni tentativo di favorire i piani degli anglo-americani. Prese il nome di Reparto Servizi Speciali (RSS), per la sua similarità alla forma militare e per la stretta collaborazione coi nazisti, lo si apostrofò spesso come SS italiane. Inoltre per gli stretti legami che Carità seppe intrattenere con il prefetto Raffaele Manganiello, squadrista che aveva sostituito il prefetto badogliano, con il commissario di Pubblica Sicurezza (PS) Edmondo Zanti, che faceva da collegamento tra RSS e la Questura, verosimilimente con lo stesso Alessandro Pavolini, e infine con le stesse forze naziste, questo reparto acquisì una notevole forza operativa nelle ricerche e negli arresti degli antifascisti fiorentini. <37 Ad assolvere questo compito, fu molto utile il materiale informativo raccolto sugli antifascisti e conservato dalla Questura, che non era stato distrutto durante i 45 giorni. <38 Sulla stessa linea di repressione antifascista si muoveva il battaglione “Muti”, guidato da Giuseppe Bindi, che aveva il suo quartier generale a Scandicci. Formalmente alle dipendenze del Ministero degli Interni, si occupò di osteggiare e arrestare la bande partigiane nei dintorni di Firenze.<br>Per l’interesse tedesco nel recupero del materiale militare e dei soldati sbandati dell’esercito regio, i nazisti riorganizzarono ben presto il Distretto Militare, ponendolo sotto il comando del ten. col. Gino Gobbi, e presero possesso dell’Istituto Farmaceutico Militare e dell’Istituto Geografico Militare. Il materiale sanitario, farmaceutico e cartografico venne requisito per essere trasferito in Germania, insieme ai soldati catturati dopo l’armistizio. <39<br>Nel dicembre 1943 iniziarono inoltre gli arruolamenti per la X Mas al Grand Hôtel. <40 Per quanto riguarda l’aspetto culturale della città, fu anch’esso allineato alla nuova situazione, ad esempio la “Nazione”, antico quotidiano fiorentino, fu affidato alla direzione inizialmente di Ridolfo Mazzucconi, definito da Francovich «povero untorello che vide finalmente coronato il vecchio sogno di essere qualcuno nel campo giornalistico», <41 sostituito successivamente da Mirko Giobbe, che inizialmente si adoperò per una campagna contro i “traditori” del 25 luglio per poi passare ad articoli riguardanti gli autori e la letteratura di età medioevale e moderna. Venne inoltre trasferita a Firenze la sede dell’Accademia d’Itali, presieduta dal filosofo Giovanni Gentile. <42<br>[NOTE]<br>28 Cfr. CAPPELLETTI U., Firenze in guerra. Cronache degli anni 1940 – 1945, Prato, Edizioni del Palazzo, 1984, pp. 174-176.<br>29 Cfr. “La Nazione”, 28 luglio 1943<br>30 Testo del comunicato del gen. Di Corpo d’Armata, V. Sogno, contenuto nel manifesto affisso sui muri di Firenze il 26 luglio 1943 trascritto in FRANCOVICH C., La Resistenza a Firenze, Firenze, La Nuova Italia Editrice, 1961, p. 20.<br>31 Cfr. FRANCOVICH C., La Resistenza a Firenze, cit., pp. 24-25.<br>32 Cfr. Anzi, molti dei loro impiegati, osserva Francovich, erano simpatizzanti fascisti e aderiranno alla Repubblica Sociale Italiana, osteggiando il movimento partigiano o facendo il doppio gioco per opportunismo ID., La Resistenza a Firenze, cit., pp. 28-29.<br>33 Cfr. ID., La Resistenza a Firenze, cit., pp. 30-31.<br>34 Cfr. ID., La Resistenza a Firenze, cit., pp. 32-34.<br>35 Cfr. ID.; La Resistenza a Firenze, cit., pp. 43-48.<br>36 Cfr. CAPORALE R., La “banda Carità”. Storia del Reparto Servizi Speciali (1943-45), Lucca, S. Marco Litotipo Editore, 2005, p. 50.<br>37 Cfr. ID., La “banda Carità”., cit., pp. 52-58.<br>38 Cfr. ID., La “banda Carità”, cit., p. 66. La distruzione di questo materiale (e forse altro materiale archivistico) era stata fra le richieste presentate dal comitato interpartiti l’8 settembre al gen. Chiappi Armellini, insieme all’interruzione delle vie di comunicazione principali per ritardare l’azione tedesca. Cfr. FRANCOVICH C., La Resistenza a Firenze, cit., p. 32.<br>39 Cfr. FRANCOVICH C., La Resistenza a Firenze, cit., pp. 67-69.<br>40 Cfr. ID., La Resistenza a Firenze, cit., pp. 55-57.<br>41 Cfr. ID., La Resistenza a Firenze, cit., p. 59.<br>42 Cfr. ID., La Resistenza a Firenze, cit., p. 62.<br><strong>Francesca Cosseddu</strong>, <em>L’archivio di Carlo Campolmi. Inventario (1939-1964)</em>, Tesi di laurea, Università degli Studi di Firenze, Anno Accademico 2015-2016</p><p><span></span></p><p><a href="https://bigarella.wordpress.com/2024/10/15/l11-settembre-1943-i-tedeschi-arrivarono-a-firenze-e-la-occuparono/" class="" rel="nofollow noopener noreferrer" target="_blank">https://bigarella.wordpress.com/2024/10/15/l11-settembre-1943-i-tedeschi-arrivarono-a-firenze-e-la-occuparono/</a></p><p><a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/11/" target="_blank">#11</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/1953/" target="_blank">#1953</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/badoglio/" target="_blank">#Badoglio</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/esercito/" target="_blank">#esercito</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/fascisti/" target="_blank">#fascisti</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/firenze/" target="_blank">#Firenze</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/francesca-cosseddu/" target="_blank">#FrancescaCosseddu</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/gnr/" target="_blank">#GNR</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/luglio/" target="_blank">#luglio</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/nazisti/" target="_blank">#nazisti</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/partigiani/" target="_blank">#partigiani</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/regio/" target="_blank">#regio</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/resistenza/" target="_blank">#Resistenza</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/settembre/" target="_blank">#settembre</a> <a rel="nofollow noopener noreferrer" class="hashtag u-tag u-category" href="https://bigarella.wordpress.com/tag/tedeschi/" target="_blank">#tedeschi</a></p>